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"Chi
è senza passato non ha futuro"
Il “Cane Corso”è il diretto discendente del “Canis Pugnax”,il cane dei legionari Romani il cane da guerra dell’esercito Romano. Il quale per la sua fedeltà,coraggio,forza e utilità era tenuto in considerazione non inferiori al soldato (quindi il cane utile e funzionale,dove non erano ammesse ne inutili eccessi morfologici ne inutili comportamenti caratteriali). Quando un cane con queste caratteristiche morfologiche e caratteriali si è conservato fino a noi viene da se che è questa è la via da seguire nella sua selezione! Tutto ciò si discosta da questo tipo di selezione “caratteriale” morfologica non è giusta!. Nel cane da presa da sempre sono state ricercate le sue caratteristiche attitudinali , funzionali. Questo concetto è fondamentale in quanto è stato ampliamente dimostrato che è la funzione che fa il “Tipo” e non viceversa”. Il vero “Cane Corso” possiede un patrimonio attitudinale consolidato da secoli d’impiego. Infatti è stato guardiano,guardia del corpo,cacciatore,bovaro,pastore. Per descrivere il “carattere”del Cane Corso è particolarmente interessante un testo universitario di fine decennio del "Tecce" che dedicava un intero capitolo al “Molosso italiano”. “Non è disadatto alla guardia della mandria,avendo l’abilità di restituire alla calma anche il toro stizzato; profitta del momento favorevole per addentarlo alla bocca e allora che lo cascia,quando ha la certezza che l’animale infuriato ceda alle sue imposizioni. E’ un lottatore senza paura e senza biasimo che si batte con l'assassino,col cane ordinario con il lupo,con l’orso e con il toro ;vero Ercole che confidando nella forza propria ,rifiuta e spregia l’agguato,attacca sempre di fronte e con costanza : atterra l’avversario e si contenta di tenerlo semplicemente inchiodato al suolo,se il malcapitato non oppone alcuna resistenza ;è generoso coi bambini e coi piccoli cani ;non gli piace attaccar briga senza ragione;ma se provocato guai all’imprudente. Il Cane non lascia manomettere la sua dignità nella guardia alla casa ,ai magazzini,alle merci. E’ il custode più fiero e geloso,perché preferisce di morire prima che siano manomesse le sostanza affidate alla sua “vigilanza” Il Cinofilo,l’Allevatore che prende questa razza dal suo “ambiente naturale” da chi lo ha sempre allevato in questo modo e vuole a sua volta allevarlo non può essere considerato il continuatore Di una “tradizione” se oltre ad acquistare le basi biologiche non s’appropria anche delle basi “Culturali”.Se al cinofilo manca la Cornice Culturale della Razza “finirà per tradirla” La stessa Cinofilia deve seguire queste regole ma grazie; ma si dovrebbe dire per disgrazia di qualcuno che fa dell’ E.N.C.I e delle manifestazioni E.N.C.I solo un discorso Manageriale,rovina (Oltre i cani facendo una selezione semplicemente e stupidamente morfologica e di consanguineità,spesso senza avere una base di anatomia,di fisiologia,di patologia Veterinaria ,di genetica ,di zootechnica e di zoognostica ) la stessa immagine dell’ E.N.C.I. Inoltre questi personaggi invece di creare un clima di rispetto e di considerazione nei confronti di Allevatori , appassionati e studiosi fanno esattamente l’opposto in quanto prolifera l’invidia fine a se stessa e non si stimola a tentativi di miglioramento. In certi settori “Dominano la scena alcuni elementi che non sono all’altezza della situazione”e che per ottenere o mantenere una poltrona ai "vertici" non esitano a tradire la Razza!!!!!!......... Tutto ciò fa male alla cinofilia ma sopratutto fa male al “Cane Corso” Dicono gli Arabi e altri hanno scritto che:
Parillo Giuseppe
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